Archivi categoria: Divulgazione

“Come i nodi di una corda” – un libro per aiutarci a rimanere legati

Marta Lucchi, testo e Margherita Allegri, illustrazioni

COME I NODI DI UNA CORDA – Un libro per tenerci legati alla nostra umanità ai tempi del coronavirus

2020, Associazione Argilla

“Può nascere qualcosa di buono da un condizione di disagio come l’isolamento forzato?”

Da questa semplice domanda la cremonese Marta Lucchi ha dato vita al progetto nel quale abbiamo subito creduto e che ci siamo impegnati a rendere concretamente possibile: scrivere un libro illustrato per affrontare questo momento complicato.

È difficile far accettare ai più piccoli – e anche a noi adulti! – che la libertà in questo momento è limitata.

Tra il bisogno di muoversi e la tentazione di abbandonarsi completamente alla pigrizia non è facile giostrarsi, soprattutto se ci sono bimbi e bimbe in casa che reclamano le loro abitudini e le loro relazioni quotidiane messe improvvisamente in standby. Ma è proprio nelle situazioni di crisi che ci si ferma a riflettere e si fanno i cambiamenti più significativi.

Sì, perché Marta Lucchi non si è limitata a trovare i modi per contrastare noia e stress da quarantena; è andata oltre e ha cercato di mostrare la via per trarre qualcosa di positivo da questa situazione: riscoprire il valore dello stare insieme, sentirsi parte di una comunità. Qualcosa che – lo scopriamo in questi giorni – può andare ben oltre la vicinanza fisica: un “dolcissimo legame che può renderci più forti nell’attesa di ritrovarci di nuovo insieme”.

In realtà, il progetto è in se stesso un modo per sfuggire alla ripetitività delle giornate e allo stesso tempo rinforzare le nostre relazioni: quale miglior modo di evadere se non riunirsi al tavolo della cucina e scrivere una storia che ci mette in contatto con gli altri, aiutandoli e dando loro dei consigli?

E così, carta e penna alla mano, Marta e i suoi figli hanno scritto questo libriccino: un manuale dedicato a grandi e piccoli per superare le tensioni e i conflitti che una convivenza forzata inevitabilmente comportano e per dare un senso nuovo allo stare insieme, riscoprendo il valore di quanto abbiamo spesso dato per scontato.

Una volta conclusa la stesura del testo è entrata in gioco l’illustratrice Margherita Allegri, docente del Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona, che ha arricchito le parole con i suoi bellissimi disegni. Ritroviamo qui il suo stile inconfondibile: l’effetto dell’inchiostro nero abbinato a un singolo colore (in questo caso l’arancione) accompagna le tavole dalla prima all’ultima pagina.

Infine, con l’obbiettivo di essere il più possibile inclusivi, abbiamo voluto utilizzare per il testo dell’eBook il font biancoenero® ad alta leggibilità per persone con dislessia.

Ora tocca a voi!

Con una donazione libera potrete scaricare la vostra copia di “Come i nodi di una corda”.

Aiutateci a spargere la voce e…

Buona lettura!

A Disabilandia si tromba – Da leggere, perché…

A DISABILANDIA SI TROMBA

Marina Cuollo

2017, Sperling & Kupfer

A cura di Ida T.

A Disabilandia si tromba! E non solo aggiungerei io.

Ce lo conferma Marina Cuollo che tenendo fede al detto ‘Ne uccide più la penna che la spada’ non risparmia proprio nessuno.
Ristabilendo una sorta di equilibrio tra normodotati e disabili, scocca irriverenti e dissacranti frecciate su atteggiamenti, stereotipi, goffaggini e dis – avventure senza distinzione.

Questa scugnizza in sedia a rotelle mi costringe a fare i conti con un mio personale disagio sul relazionarmi con chi in teoria è sfornito di ciò di cui io sarei dotata. Mi costringe ad ammettere un atto di presunzione nel sentirmi più fortunata con relativo senso di colpa.

Più leggo e più mi ridimensiono creando le giuste proporzioni tra ciò che ho conquistato grazie alla mia totale funzionalità fisica e ciò che invece è stato il frutto di volontà, impegno, coraggio, perseveranza, a volte sacrificio. Ho scoperto che sono ‘diversamente capace’ di fondare la mia vita su queste abilità.

Questi tasti nascosti sono stati raggiunti da un linguaggio ironico quanto sarcastico, per certi aspetti addirittura comico.

Da leggere, perché… è divertente quindi?!?! Sì, assolutamente, ma anche perché arriva alla coscienza di ognuno facendone un po’ delle caricature.
Da leggere, perché… in una società eccessivamente redarguita dal politically correct si finisce col credere che basti coniare termini non offensivi con cui ‘catalogarli’. Il coraggio e la sfrontatezza dell’autrice dimostrano che non è così. Chi si sarebbe mai permesso di usare certi toni nel timore di sembrare ‘razzista’?

Vai alla pagina Da leggere, perché…

Infinito presente – Da leggere, perché…

INFINITO PRESENTE – Una storia vera di amore, Alzheimer e felicità

Flavio Pagano

2017, Sperling & Kupfer

A cura di Ida T.

Ve lo ricordate lo sketch dei chirurghi di Aldo Giovanni e Giacomo? “Il mio nome è Alzheimer! Helmut Alzheimer!!! Questa celebre battuta provoca ilarità anche alla milionesima volta.
Forse è stato così anche per i Pagano fino a quando a quel nome non hanno dovuto associare una nuova presenza in famiglia.
Sì perché la malattia sdoppia Sara G. in colei che ”ricorda” e colei che ”ricordaquandodimentica

Non si tratta di fatti clinici bensì della raccolta di eventi, emozioni, stati d’animo, paure e perché no pericoli che una mamma, due figli, una moglie, un Telenipote, uno Skypenipote, un criceto e un cane (dapprima immaginario, dopo in giocondità e ossa), condividono.

Napoli, città per eccellenza dove la Mamma e la Madonna sono un’unica entità e a maggior ragione se anziana e ammalata ‘nun z chiur’ (non si porta in ospizio o simili), realtà invariata a tutt’oggi per svariati motivi e convinzioni.

Flavio, l’autore e i componenti della famiglia si trasformano istintivamente in caregiver per far fronte alle esigenze dell’anziana donna che subisce il tormento del sentirsi sola e abbandonata ed è pervasa continuamente dal terrore che quegli estranei le provocano standole sempre addosso. Terrore a cui spesso reagisce aggredendo le mani che invece vorrebbero curarla. Vi invito a cogliere l’occasione di questa lettura perché Sara G seppur in tutta la sua disperazione ci fa dono di pensieri, considerazioni, bigliettini e gesti utili ad ognuno di noi nell’approcciarsi alla complessa arte del ‘saper vivere’. Una traduzione che Pagano conferisce al concetto di ‘tubi ed ance’ che non intendo spoilerare!!!

Non mancano nemmeno episodi esilaranti da cui anche Eduardo avrebbe tratto ispirazione per soggetti e sceneggiature.

Il racconto di Flavio è anche una toccante esternazione del dolore che accomuna coloro che si ritrovano da figli a prendersi cura dei genitori, capovolgendo ad un certo punto i ruoli.

Un’altra punizione è inflitta ai parenti dei malati di Alzheimer e cioè quella di continuare a vivere con il corpo del proprio caro mentre gli viene sottratta la potenza della MEMORIA  che è fulcro per ogni interazione, scambio, espressione.
La Memoria è la via della reciprocità per chi si ama. E Sara G, con la sua dualità ci spiega di pagina in pagina il significato del suo lascito “Vivere e amare… la stessa parola”.

Chi ten a mamm nun chiagne’  ci ricorda Flavio figlio-scrittore eppure le sue parole rivendicano tutto l’amore materno che lui piange nonostante sua madre sia ancora in vita.

Da leggere, perché… questo Infinito presente é come un completo ed amorevole manuale d’istruzione per ‘il figlio perfetto che tutti possiamo essere’.

L’ultima parte del libro si rivela una fonte preziosa di informazioni relative al mondo dell’ Alzheimer di cui fanno parte gli ammalati con le loro famiglie, i medici, i volontari o badanti, la associazioni non solo locali ma strutturate fino a livello europeo.
 

Vai alla pagina Da leggere, perché…

Faccio salti altissimi – Da leggere, perché…

FACCIO SALTI ALTISSIMI – La mia storia oltre le barriere, tra ruote bucate e amori fuori tempo

Iacopo Melio

2018, Ed Mondadori

A cura di Ilaria Giani

Iacopo Melio ci racconta la disabilità da una prospettiva decisamente ariosa.
Pervaso di grande freschezza e ironia questo libro è un mix di aneddoti biografici e acute riflessioni.

Da leggere, perché… ogni capitolo ci mette in contatto con la disabilità in un modo nuovo, libero dalla cornice del pietismo. Infatti, nonostante la malattia congenita e gli inevitabili limiti che essa impone, la vita di Iacopo è piena di iniziative, soddisfazioni e traguardi raggiunti.
Iacopo Melio con una grande facilità di scrittura ci parla dunque del suo percorso, dal primo vagito fino al più recente impegno per i suoi progetti (tra cui la Onlus da lui fondata #vorreiprendereiltreno) passando per i suoi ricorrenti ricoveri, le vacanze al mare, il suo rapporto con l’adorata sorella, l’amore, l’università e la collaborazione con il giornale on-line Fanpage. In ogni capitolo l’autore ha la capacità di raccontarsi e strapparci un sorriso, tra una considerazione autorinonica e qualche colpetto ben assestato al fianco dei tanti pregiudizi, con eleganza e intelligenza.Una lettura estremamente gradevole e formativa per tutte e tutti.

Vai alla pagina Da leggere, perché…

Pesce d’aprile – Da leggere, perché…

PESCE D’APRILE – Lo scherzo del destino che ci ha reso più forti

Daniela Spada, Cesare Bocci

2019, Sperling & Kupfer

A cura di Ida T.

Un racconto a due voci i cui protagonisti sono il dramma della malattia e la forza nelle sue svariate forme:
quella dell’amore per se stessi e per gli altri;
quella fisica, necessaria a non darla vinta ad un evento che ti cambia letteralmente la vita.

Daniela e Cesare condividono con i lettori i due punti di vista della stessa storia.
Le pagine si lasciano leggere senza far leva sulla pietà anzi esprimono tutta la verità del  “VOLERE E’ POTERE”!!!!!
Interessante anche lo spaccato che l’attore e la sua compagna fanno sulla sanità italiana con cui hanno dovuto confrontarsi dopo il più
inaspettato PESCE D’APRILE della loro vita.

Intenso, motivante, arriva all’ ultima parola con tutta la sua carica di positività.

Vai alla pagina Da leggere, perché…

Evento Annullato-Grégoire Ahongbonon a Cremona il 2 marzo 2020

Si comunica che purtroppo

l’evento è stato ANNULLATO

Per ragioni legate alla diffusione del coronavirus, Grégoire Ahongbonon non verrà in Italia


Con piacere annunciamo l’evento “Oltre le catene“, testimonianza di Grégoire Ahongbonon che da oltre 30 anni in Africa libera dalle catene, cura e reintegra migliaia di persone con disagio psichico.

Lunedì 2 Marzo 2020 dalle ore 17.30

Sala Conferenza Civico81, in via Bonomelli n°81 – Cremona

Scarica la locandina di CREMONA

Kouakou era incatenato a terra. Si trovava in un villaggio a 40 chilometri da Bouaké, in Costa d’Avorio. Chissà da quanto tempo aveva braccia e gambe bloccate da un fil di ferro. Carne e ferro erano una massa indistinguibile. Quando Grégoire lo vide, si precipitò a tagliare i fili di ferro. Ma la setticemia era ormai troppo avanzata. Il ragazzo morì poco dopo. Riuscì ancora a dire grazie al suo liberatore. E a chiedersi: «Non capisco perché i miei genitori mi hanno fatto questo, io non sono cattivo». Lo hanno fatto perché era considerato «pazzo». Da quel giorno del 1994, Grégoire Ahongbonon gira l’Africa, villaggio per villaggio, alla ricerca di malati mentali «curati» con violenze o tenuti in catene, metodo «ancora usato per “trattare” i malati psichici», ci spiega. Li cerca per liberarli, perciò ha sempre con sé gli «attrezzi del mestiere»: cesoie, seghetto, mazza e martello. E per accoglierli nei suoi centri. Per questo Grégoire è considerato il «Basaglia d’Africa» (nel 1998 ha anche ricevuto il Premio internazionale intitolato al neurologo italiano), o l’«Angelo dei matti».

La Stampa, 9 maggio 2018

Se vuoi saperne di più

Vita, 5 maggio 2018

Costa d’Avorio: la follia in catene – Psychiatry online, 9 giugno 2019

Video Aurora Prize


L’evento è organizzato dall’Associazione Un tesoro in cielo Cremona, con il patrocinio del Comune di Cremona.

Per informazioni

Luciano Ferragni telefono 0372 491173

DOMANI A CREMONAFIERE STAGE INCLUSIVO DI COUNTRY LINE DANCE

I suggeriti di ChiaraP

Ero alla presentazione di un libro quando Antonella mi chiamó per invitarmi ad un evento che avrebbe tenuto al Palaradi qui a Cremona, per parlarmi di una sua attività di cui non sapevo nulla. Non fu possibile approfondire ma per quel poco che avevo colto, le promisi che avrei trovato il modo di partecipare.
E così feci.
E con non poche difficoltà.

Saltato per un contrattempo il passaggio di mia mamma, superata una “leggera” colica pelvica, già in ritardo, io e la mia quattro ruote ci avviamo per via della vecchia dogana e 40 minuti dopo.. ero ancora al sottopasso di via Brescia!
Per chi non fosse della città, trattasi di soli 800 metri e no, non sono così lenta!

Se non fosse stato per la telefonata e gli incontri imprevisti, per il tragitto impervio, per la salita, per il rischiato cappottamento e per l’entrata laterale (che poi non era quella) c’avrei messo, tutto sommato, anche poco. Fu davvero un’impresa arrivare ma ne valse la pena.

Una situazione che va vissuta, impossibile trovare parole che rendano giustizia all’entusiasmo e i sorrisi che mi hanno circondata quella mattina e che non ho ancora scordato.

Negli anni novanta la musica country è stata notevolmente influenzata dalla popolarità dei balli ad essa legati, in particolar modo dei balli in linea ovvero danze che venivano effettuate in gruppo e non in coppia. 

Ed è proprio questo il concetto base di questo stage: divertirsi in gruppo, un gruppo costituito da persone senza e con disabilità, unite dalla musica e dalla danza.

Antonella Manfredi, insegnante di ballo Country riconosciuta da Coni, Midas e FIDS, grazie all’organizzatore “Team For You”, da due anni in occasione del Salone del Cavallo Americano (a Maggio) e del Christmas Country (a Novembre), nell’ambito di un progetto di inclusione, tiene stage di Country Line Dance aperti anche a persone con disabilità.

Per restare informati sugli eventi da lei organizzati potete iscrivervi al gruppo facebook Country Dance Again .

Un’iniziativa unica nel suo genere che lo scorso anno ha visto ben 140 ragazzi aprire le danze sulla pista in legno, la più lunga in Europa, collocata nel padiglione fieristico.

“Momenti di grande emozione e di gioia pura per me e per tutti i partecipanti” sottolinea Antonella che vi aspetta alle 11:00 di domani, venerdì 29 Novembre a CremonaFiere.

Io ci sarò e a tutte le persone di città e dintorni consiglio di partecipare.

Cappello da Cowboy originale. Il regalo che Isabella Ghinolfi mi fece, in segno di ammirazione a seguito della mia esibizione.

L’ ASSOCIAZIONE ARGILLA ALL’ANTICA OSTERIA DEL FICO A CREMONA

Giovedì 7 Novembre 2019 alle ore 21 l’ Associazione di Promozione Sociale Argilla sarà ospite presso l’ Antica Osteria del Fico in Via Guido Grandi, 12 a Cremona.

Prenderemo parte alla rassegna INSIEMI ideata da Mario Feraboli con l’intento di consentire alle associazioni cremonesi di raccontarsi.

Sarà Christian Pozzi (Presidente di Argilla) a presentarne la storia, le peculiarità e i progetti futuri dell’Associazione.

Elena Lucchi (Segretaria) guiderà la tavola rotonda dal titolo “La disabilità attraverso i miei occhi”, occasione di confronto, dialogo e conoscenza a cui tutti siete invitati a non mancare.

Accomunati dalla voglia di reagire e di ricominciare, porteranno le loro testimonianze di vita:

Chiara Pedroni campionessa Italiana 2018 di danza in sedia a rotelle, impegnata in campagne informative e di sensibilizzazione, da 5 anni convive con una patologia invalidante, l’endometriosi

Gigi Bernardi nutrizionista animale, ha conosciuto la disabilità nel 2015 a causa di un’emorragia celebrale e cercando di trarre il meglio da una situazione negativa, ha saputo cogliere opportunità che spesso non si sa neppure di avere

Piergiuseppe Cigoli al terzo mese di pensione dopo 40 anni di lavoro, si è ritrovato ad affrontare la disabilità a causa di un ictus ma non si è fermato, anzi.

Dalle ore 21:00, entrata libera, VI ASPETTIAMO NUMEROSI !

ICTUS CON LE MIE PAROLE – CORSO FORMATIVO ESPERIENZIALE

Si chiudono il 22 ottobre le iscrizioni per partecipare sia al laboratorio che alla tavola rotonda dell’evento organizzato da ASST di Cremona con la nostra collaborazione, dal titolo

ICTUS CON LE MIE PAROLE – Non so se tu sai come come mi sento davvero

Si tratta di un corso formativo esperienziale composto da due parti, distinte ma complementari, che si terrà martedì 29 Ottobre 2019 presso il Teatro Monteverdi di Cremona, Via Dante 149.

Dalle ore 14:00, a cura dell’Associazione Argilla e dell’Associazione Culturale Gruppo DECA, il laboratorio creativo consentirà di entrare in contatto con la malattia e la cura in modo inconsueto. I partecipanti potranno sperimentare le proprie tecniche di adattamento conoscendo, sotto la guida di un insegnante, proprietà e tecniche base di lavorazione dell’argilla.

Dalle 16:30 nella tavola rotonda, aperta anche alla cittadinanza senza obbligo di iscrizione, si affronteranno gli aspetti percettivi, relazionali ed emozionali correlati all‘Ictus e si ascolteranno le testimonianze ed i confronti tra pazienti ed operatori sanitari che hanno aderito ad un progetto di Medicina Narrativa attraverso la rispettiva scrittura della propria storia e della cartella parallela.

Il corso è accreditato ECM e gratuito.

Per iscriversi:  https://formazione.sigmapaghe.com/WFRM004.pgm

TORNEO INTERNAZIONALE TENNIS IN CARROZZINA “CITTA’ DI CREMONA”

Nel nostro Paese il tennis in carrozzina è approdato all’ incirca nel 1987 e oggi, oltre che per la qualità e l’ elevato numero di atleti, l’ Italia si distingue nell’organizzazione di eventi mondiali come il Torneo Internazionale “Città di Cremona” conclusosi domenica tra sorrisi e tante soddisfazioni.

Da sei anni si svolge presso la Società più antica della città, la Canottieri Baldesio dove si allena la squadra “di casa” capitanata da Giovanni Zeni.

Sostenuto da Istituzioni, Rotary Club del distretto 2050 e sponsor, é un progetto sociale di Roberto Bodini e di Alceste Bartoletti con l’ obiettivo di sensibilizzare in tema di inclusione attraverso la promozione di questa disciplina e dei diritti delle persone disabili a condurre una vita normale.

Vincitori il francese Gaetan Menguy e la giapponese Shiori Funamizu che ha già il pass per Tokyo 2020.
L’ introduzione del tabellone femminile é stata la grande novità di questa edizione che ha visto il debutto agonistico della cremonese Chiara Pedroni, già campionessa Italiana 2018 di danza sportiva in carrozzina con cui l’ Associazione Argilla ha l’ onore di collaborare.

Alcune delle atlete italiane in gara.
Da sinistra: Monica Quassinti, Chiara Pedroni, Roberta Faccoli, Vanessa Ricci e Maria Paola Tolu.

“E’ stata un’ esperienza molto positiva. Come da pronostici, 6-0 nel singolo, 6-0 nel doppio e niente Consolation che non ho disputato causa problemi di salute. Però… prestazione al di sopra delle aspettative, occasione utile per capire quanto oggi il mio corpo e la mia mente sono in grado di sostenere, atlete/i con esperienza da cui imparare, nuove conoscenze. E’ stato un gran bel debutto al tennis agonistico, nella splendida cornice della mia città di cui questo torneo è un fiore all’occhiello”. (Chiara Pedroni)

Nello sport Chiara ha ritrovato se stessa dopo la disabilità acquisita causatale dall’Endometriosi, la patologia da cui é affetta.
E tu sei pronto a ripartire?
Segui i progetti e le proposte di ARGILLA, iscriviti alla Newsletter!